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2010

Unione Sportiva Acli

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ORGANIZZATIVAMENTE

 

Organizzazione e passione sono due concetti di solito incompatibili. “Organizzazione” richiama una struttura con le sue regole codificate, le sue modalità di azione, i suoi ruoli e le sue funzioni. “Passione” è invece parola che indica emozione, desiderio, sentimento. A metterli insieme, rendendoli funzionali l’uno all’altro, ci ha pensato l’Unione sportiva Acli sostenendo che una buona mente organizzativa, un pensiero attento sull’organizzazione, libera spazi inediti per coltivare e far crescere forti motivazioni allo sport e nello sport. E “Organizzativa-mente, un pensiero organizzativo per liberare passione, iniziativa, progetto” è infatti stato il titolo dell’Assemblea Organizzativa e Programmatica di metà mandato dell’US Acli - svoltasi a Roma dal 23 al 25 novembre 2007 - ma anche il solido filo conduttore delle tre giornate di lavoro.

Non a caso, “mettersi in gioco”, partecipare in prima persona con passione, desiderio e capacità, è corsa come parola d’ordine tra tutti i dirigenti presenti in Assemblea: parola d’ordine e patto d’impegno fino e oltre il prossimo Congresso nazionale. Mettersi in gioco con e attraverso l’US Acli: questo il messaggio che ha caratterizzato fin dalle sue prime battute, tutta la relazione introduttiva. “Penso che mettersi in gioco – ha sostenuto Laura Bernardini, Responsabile nazionale all’organizzazione – sia comunque occasione di crescita per le persone e per l’associazione. A maggior ragione se all’interno di una grande prospettiva, di un orizzonte che va oltre l’US Acli stessa, cioè quella di promuovere e garantire diritti di cittadinanza attraverso lo sport”.

Luogo deputato di questo scendere in campo e condizione sine qua non, è il territorio, il suo rinnovato protagonismo, l’obiettivo prioritario fissato dall’ultimo Congresso, riconfermato e rilanciato dall’Assemblea. Ciò ha significato ripercorrere e verificare gli ultimi due anni, importanti sul piano politico e organizzativo: anni che hanno visto l’US Acli in prima linea, insieme ad altri EPS, nel formulare richieste precise per una riforma del sistema sportivo italiano; anni in cui si è reso visibile, già con l’istituzione di un Ministero delle politiche giovanili e delle attività sportive e di una Commissione chiamata a lavorare su una legge per il riconoscimento ed il sostegno allo sport di cittadinanza, un primo cambiamento di tendenza rispetto al passato. Nello specifico “lo sport di cittadinanza e le responsabilità sociali del territorio”, sono stati i parametri con cui l’associazione si è letta e confrontata nelle tappe che hanno portato all’Assemblea e nei tre giorni romani dell’appuntamento nazionale. Una cartina di tornasole anche per rimodulare quelle strategie politico-organizzative che nel prossimo biennio saranno necessarie a rafforzare la struttura associativa dell’US: per renderla maggiormente presente e quindi con più spinta propositiva, così come oggi richiede il “nuovo corso” dello sport di cittadinanza.

Di fatto, quattro sono stati i temi su cui si è maggiormente concentrata l’attenzione: l’evoluzione della domanda di sport e della legislazione in materia sportiva con tutto il corollario degli interrogativi rispetto alle ricadute sul territorio e a quanto si può cogliere come reale opportunità ; le responsabilità politiche e sociali del welfare e della riforma sportiva, con un richiamo forte ai necessari interlocutori e alle alleanze da stringere; la questione del sostegno e dello sviluppo socio-economico del territorio che presuppone una verifica serrata delle leggi regionali, statali e dei fondi comunitari in grado di rendere lo sport volano di progettualità sociale; ed ancora, territorio ed alleanze sociali per costruire welfare dal basso.
Accurata e nient’affatto formale la scelta degli interlocutori: dirigenti Acli sia impegnati sul territorio sia chiamati - a livello nazionale - ad esprimere la pluralità delle Acli; soggetti istituzionali e sociali con i quali vanno necessariamente condivise le responsabilità di dare forma allo sport di cittadinanza.

Articolati e ben riconoscibili gli spazi per incominciare a mettersi in gioco.


 

Noi, le Acli al plurale – Nient’affatto tradizionale la prima apertura al confronto su temi che non rimangono confinati nello “specifico” sportivo ma che coinvolgono tutte le Acli. Dopo la relazione introduttiva, gli aclisti dello sport e gli aclisti responsabili di altri “pezzi” del sistema Acli, sono infatti scesi in campo rendendo visibile quelle “Acli al plurale”che sono il segno della nostra identità. Porsi domande e cercare risposte, individuare problemi, proposte, azioni e strategie comuni in uno spazio in cui si è “liberato” dibattito e il confronto ha preso decisamente il via.

Noi, in movimento – Alcune buone pratiche: per segnalare il movimento dell’US Acli sul territorio; per fare una prima verifica dell’attuazione degli impegni assunti nell’ultimo Congresso; per contribuire a mettere a fuoco alcuni problemi ma anche alcuni successi, che hanno stimolato gli approfondimenti della tavola rotonda successiva.

Lo sport di cittadinanza e le responsabilità sociali del territorio – Uno spazio dedicato all’approfondimento Di fatto, la tavola rotonda ha riletto attraverso le voci dei suoi interlocutori politici e sociali coinvolti direttamente o indirettamente nel processo di riforma sportiva, le fasi di questo percorso, tracciando indicazioni di direzione e formulando alcune interessanti proposte.

I gruppi di lavoro tematici – Filo diretto tra i dirigenti presenti in Assemblea sulle aree tematiche del Lavoro, del Welfare, del Legami associativi. Obiettivo: individuare strategie politico-organizzative-associative per riaggiustare il tiro rispetto a quelle indicate dal Congresso o per ridefinirne di nuove più rispondenti ai cambiamenti intervenuti negli ultimi due anni,

Il patto – L’impegno condiviso attraverso l’approvazione della mozione conclusiva e degli ordini del giorno ( sull’uso dei defibrillatori in ambito sportivo; sulla promozione e tutela dei diritti civili – Pechino 2008; sul sostegno della moratoria sulla pena di morte; sul sostegno della campagna “Italia libera da OGM); l’atto finale dell’Assemblea e punto di partenza per vivere attivamente una nuova stagione della cittadinanza.

 

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