
Quasi quattro milioni e mezzo di persone di origine straniera vivono oggi in Italia contribuendo a far crescere il benessere generale del nostro Paese di cui condividono difficoltà e speranze. I percorsi che li conducono a far parte delle nostre comunità sono a volte tortuosi e ancora non approdano al pieno riconoscimento dei loro diritti.
Seppure immigrati regolari, per la legge dello Stato, molti di loro sono costretti a vivere una “cittadinanza dimezzata”.
E’ la condizione di chi, pur risiedendo nel nostro Paese da tanto tempo, non gode dei diritti civili, politici e sociali. E’ la condizione, ancor più singolare, che accomuna le seconde generazioni di immigrati, circa 900 mila bambini e bambine, ragazzi e ragazze, che, nati o cresciuti in Italia, “si sentono pienamente italiani”.
A questi è negato il diritto di ambire ad una carriera sportiva professionistica
Se lo sport e il gioco sono diritti universali di cui bambini e adolescenti non possono essere privati, è urgente promuovere un superamento dell’attuale legislazione.
Per rimuovere gli ostacoli che creano incomprensibili differenze e pregiudizi tra generazioni coetanee,
L’US Acli e le Acli si impegnano a proporre la modifica della Legge 91/92 che ancora oggi impedisce ai bambini nati da genitori stranieri in Italia di avere accesso dalla nascita al diritto di cittadinanza e, a sollecitare le istituzioni e le organizzazioni preposte a dare piena applicazione alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 20 novembre 1989 – ratificata dall'Italia con legge 176/91 che riconosce ai ragazzi “il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica”
Nonostante l’Italia sia alla ricerca di un suo modello di accoglienza dei cittadini stranieri, preoccupa il crescere di fenomeni xenofobi e razzisti e il diffondersi di una cultura che tende a considerare la differenza un problema e non una ricchezza. Opporsi a questi comportamenti in ogni situazione della vita politica, economica, culturale, sociale e nello sport, è un altro modo per affermare i principi di libertà e di democrazia ai quali è orientata l’azione educativa e sociale delle Acli.
Affinché sia scongiurato il pericolo di una deriva razzista e l’Italia cresca come comunità di persone e di valori attorno a regole condivise di convivenza, è necessario che a tutti siano riconosciuti i diritti e le libertà scritte nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità , colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.
Nel rispetto di questi principi,
la campagna :“Cittadini attraverso lo sport” si pone l’obiettivo di promuovere lo sport come ulteriore luogo di cittadinanza e spazio privilegiato e fecondo dell’incontro tra persone e popoli.
Combattere il pregiudizio attraverso la pratica e il linguaggio universale dello sport che nella storia dell’umanità da sempre ha svolto il ruolo di ambasciatore di pace, è una delle vie che l’US Acli e le Acli scelgono per rispondere alla sfida educativa che le giovani generazioni pongono al Paese. Riproporre il valore della lealtà e del rispetto delle regole nello sport è una premessa fondamentale per poi realizzare gli stessi principi anche nella vita sociale.
Attraverso l’iniziativa del Manifesto l’US Acli e le ACLI si fanno promotrici di un appello alle istituzioni pubbliche affinché il diritto allo sport, coniugato con il diritto alla salute, sia accessibile a tutti.
Chiedono quindi alle Istituzioni nazionali e locali provvedimenti coerenti con il principio della massima diffusione della pratica sportiva e della garanzia delle pari opportunità , e tra questi, l’istituzione di organi consultivi che, con il contributo delle Associazioni di promozione sportiva, favoriscano la piena partecipazione dei bambini e dei giovani stranieri alle attività ludico motorie.
Convinti che razzismo e xenofobia, che spesso trovano negli stadi le loro forme di massima risonanza, vanno combattuti con fermezza e perseveranza, ma anche che una società aperta all’incontro con l’altro nasce soprattutto nei luoghi della socialità , dell’aggregazione e della cultura,
l’US Acli e le Acli rivolgono a tutti l’appello a promuovere gesti e linguaggi ispirati alla centralità e al rispetto della persona umana.
Fanno appello agli operatori culturali e della comunicazione affinché, nel rispetto dei codici deontologici di categoria e della “Carta di Roma”, non si generi, attraverso una scorretta informazione, un’immagine fuorviata e distorta dell’immigrazione.
Inoltre l’US Acli e le Acli si impegnano con la campagna: “Cittadini attraverso lo sport” a sostenere progetti e pratiche interculturali che nell’esaltare il valore positivo dello sport, consegnino alle nuove generazioni un’Italia capace di riconoscere le differenze, valorizzandole, e di aprirsi con fiducia al suo futuro.
Campagna di rilancio del progetto dell’US Acli Nazionale “CITTADINI ATTRAVERSO LO SPORT” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – L 383/2000 – direttiva 2009
| CAMPAGNA CONTRO IL RAZZISMO |
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