XIII Congresso Nazionale USACLI

XIII Congresso Nazionale Unione Sportiva Acli
Diritti alla Meta
dare corpo ai diritti, liberare lo sport, crescere con il futuro
Roma, 24 / 26 aprile 2009
 

MOZIONE CONCLUSIVA

I delegati e le delegate partecipanti al XIII Congresso Nazionale dell’Unione sportiva Acli: “Diritti alla Meta, dare corpo ai diritti liberare lo sport crescere con il futuro”, celebratosi a Roma dal 24 al 26 Aprile 2009, approvano i contenuti e le indicazioni presenti nella Piattaforma per la discussione, nella relazione introduttiva del Presidente nazionale uscente Alfredo Cucciniello, nel programma di candidatura alla carica di Presidente di Marco Galdiolo, negli arricchimenti emersi dal dibattito che costituiscono il riferimento per la costruzione del progetto quadriennale dell’Associazione.

 
In particolare il Congresso richiama i temi forti che fanno l’US Acli protagonista attiva della grande avventura delle Acli e che caratterizzano il suo percorso nella promozione sportiva:
  • l’attenzione alla persona e alla sua centralità in tutte le iniziative, richiamando la funzione educativa e pedagogica dello sport;
  • la centralità del territorio come soggetto e spazio che intercetta i bisogni dei cittadini, le aspettative di benessere e di qualità della vita, di relazione, di ambiente, di comunità solidali, di servizi alla persona;
  • la cura e l’attenzione ai bisogni di coesione ed inclusione sociale.
  • la testimonianza di valori cristiani che aiutano a riconoscere e ad accogliere il significato autentico della pratica motoria e sportiva.

L’Assemblea dei delegati individua pertanto tre ambiti prioritari in cui l’US Acli dovrà svolgere e sviluppare con più forza il suo ruolo propositivo, politico, culturale e operativo nel prossimo quadriennio:

  1. Il riconoscimento dello sport di cittadinanza quale elemento fondamentale di sviluppo sociale che definisca le associazioni di promozione sportiva come organizzazioni della società civile: soggetti attivi della gestione di progetti ed attività sportive con finalità sociale meritevoli di uno spazio di azione e di sostegno reale anche in termini economici. Uno sport che deve incentivare la partecipazione di coloro che altrimenti non avrebbero la possibilità di praticarlo. Un occasione per affermare una nuova cultura dello sport di fronte alle istituzioni e agli enti locali. Lo Sport può essere veicolo di politiche sociali di inclusione e di settore, verso gli esclusi, verso gli anziani, i diversamente abili, i cittadini stranieri e immigrati, i detenuti, gli “invisibili”.

  2. La centralità della promozione delle attività motorie e sportive per la costruzione di una condizione di benessere e di vita buona per i cittadini, puntando su politiche sociali e di welfare che agiscano:

Nell’ambito del sociale promuovendo moduli di attività sportiva che abbiano tra le loro finalità esplicite, obbiettivi come l’integrazione delle minoranze e il contrasto al disagio;

Nel campo della salute prevedendo nei livelli essenziali di assistenza sanitaria e sociale le attività motorie e sportive più adatte ai bisogni di ogni cittadino;
Nella scuola riconoscendo il valore formativo dell’attività ludico motoria dell’educazione fisica e dell’avviamento allo sport in tutto il ciclo formativo dei ragazzi
Nelle politiche ambientali e urbanistiche, promuovendo progetti di animazione sportiva in ambiente naturale e nuovi investimenti per impianti polifunzionali e sportivi attrezzati.

  1. Lo sviluppo di sinergie progettuali con le Acli, condividendo risorse e percorsi specifici con tutte le forme organizzative del sistema aclista. E’ infatti compito e responsabilità dell’US Acli mantenere aperto il confronto su temi che non rimangano confinati nello “specifico” sportivo, ma che coinvolgano tutte le Acli, per rendere visibile e concretamente operante quelle “Acli al Plurale” che sono il segno della nostra identità.

L’assemblea dei delegati impegna i dirigenti eletti a:

- mobilitarsi a tutti i livelli per dare forza alla richiesta fatta con le Acli di un nuovo patto sociale per ridisegnare il futuro del welfare;

- promuovere offerte di servizi in grado di sostenere le famiglie in una dimensione sportiva inclusiva e sussidiaria, con spazi, occasioni e strumenti per stare insieme, divertirsi, fare comunità;

- costruire insieme alle famiglie e alle associazioni degli immigrati percorsi di aggregazione attraverso le attività sportive e non solo, quali concrete occasioni di scambio culturale, dialogo, socializzazione e d’integrazione nelle nostre comunità;

- tessere alleanze forti, relazioni politiche e sociali a tutti i livelli, costruendo “patti di azione” mirati, sia a livello nazionale che nei territori, sollecitando processi di interazione e di collaborazione con e tra coloro che da sempre sono nostri interlocutori privilegiati, quali le Istituzioni pubbliche e gli Enti locali, il Coni, gli Enti di promozione sportiva;

- non abbassare la guardia di fronte al fenomeno doping e mantenere una rigidità necessaria alla salvaguardia della salute dei praticanti;

- sviluppare strategie per riconoscere le società e le associazioni sportive dilettantistiche come organismi in grado di concorrere all’affidamento in concessione di beni e opere pubbliche – impianti sportivi, palestre, piscine – così come previsto dalla Legge 289 del 2002 art. 90;

- ricercare spazi e opportunità per dare, attraverso proposte di sport per tutti, il contributo dell’US ACLI in termini di servizio e di presenza attiva alla comunità parrocchiale;

- Sollecitare le Regioni all’emanazione di una legge che consenta allo sport di cittadinanza di uscire dalla precarietà garantendo la continuità e la stabilità alle iniziative e agli interventi.

Il Congresso affida inoltre ai dirigenti l’impegno a:

- definire un solido intervento formativo articolato e diffuso sul territorio all’interno di un progetto calibrato sulla crescita di “nuovi dirigenti per nuove responsabilità” che colga anche tutte le capacità formative presenti nel sistema aclista;

- stabilire patti forti con consigli e presidenze regionali e provinciali per un consapevole e sistematico impegno sulla formazione con l’obiettivo di sostenere e implementare capacità di rinnovamento e fedeltà ai valori, motivazioni e competenze di dirigenti e operatori del territorio;

- potenziare la cura e lo sviluppo delle risorse umane con rinnovata attenzione alla relazione associativa, alla comunicazione e al confronto come metodo e stile di lavoro, alla diffusione e condivisione di nuova conoscenza e di competenze diversificate;

- programmare modalità e tempi di verifica dei compiti assegnati a tutti i livelli, per monitorare l’effetto e la congruenza dell’operato rispetto alle responsabilità assunte; - promuovere e tutelare il rispetto delle regole, la partecipazione democratica e l’assunzione di responsabilità; - far crescere la capacità di governo dei processi, mantenendo la coerenza tra la missione l’iniziativa concreta dell’US.

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Indice Congresso XIII Nazionale